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K’mono – Mind Out of Mind

K’mono – Mind Out of Mind Etichetta: Ephemerol Night Terrors

I “K’mono” sono una band neo-prog di Minneapolis, Minnesota, che riallaccia le proprie tematiche musicali ai fulgori degli anni ’70, prendendo ispirazione da band storiche come gli Yes e i Pink Floyd, introducendo nuovi elementi con grande versatilità ed originalità. Il suono della band ruota attorno allo space-rock, al funk e alla psychedelia, ma riescono a proporre genuinamente il prog attingendo dai classici e rielaborandoli secondo il proprio gusto personale, catturando l’attenzione dell’ascoltatore.La band ha realizzato un album ben prodotto e arrangiato, con composizioni più che discrete, fresche e vivaci, contemporanee ma con sfumature classiche. “Mind Out of Mind” è il loro secondo album, un’aggiunta ideale alla nostra raccolta di musica progressive rock.

Il primo brano e la traccia più lunga dell’album, “Mind Out of Mind“, fa il suo ingresso con una ricca presenza delle tastiere che costruiscono le fondamenta del brano, creando un tappeto sonoro vario, deciso e vibrante. La chitarra elettrica crea note e riff veloci e taglienti, muovendosi agilmente sul pentagramma, accompagnando la calda ed espressiva voce vellutata del cantante solista. Nel frattempo, la sezione ritmica, basso e batteria, crea pattern ritmici rapidi, solidi e mutevoli. Il sound della band gorgheggia, corre e si affianca, aspirando a superare, almeno nell’intento, i maestri “Yes“. Si fa anche notare una nota di psichedelia sonora in alcune incursioni che sono dispiegate con rara sapienza e centellinate con amore tra un passaggio e l’altro. Da apprezzare particolarmente l’arrangiamento vocale. Nella parte finale della traccia si avverte un richiamo ai Porcupine Tree e ai The Pineapple Thief, con sfumature mature, eteree, vellutate ma al tempo stesso urgenti, riannodando così l’atmosfera fantastica al tema iniziale. Il testo di questo brano incarna un profondo conflitto interiore, una solitudine oppressiva e una mancanza di dominio su se stessi. Si tratta di una narrazione intensa e meditativa che indaga sulle implicazioni delle nostre azioni e sulla vulnerabilità della mente umana.

Good-Looking“, ha una introduzione che ti cattura sin dalle prime note con un ritmo e riff serrati e cadenzati. E’ un brano che rilascia endorfine funky in un’atmosfera rilassata. Il ritornello ha il suo fascino, ma da consumato ed umile ascoltatore di musica prog e rock in genere, avrei preferito una versione leggermente diversa e di maggior impatto. Sento che manca qualcosa che non riesco ad identificare nel dispiegarsi e chiudersi del ritornello.

La canzone ci sorprende con un’imprevista virata verso l’autostrada del mainstream pop, ma la differenza la fa il marchio di fabbrica della prog band, che sa come creare un singolo da classifica mantenendo una veste di ricercato neo-prog ottimamente integrato nel pop. Ottimo e avvolgente il lavoro alle chitarre. Il testo esplora i sentimenti complessi che nascono quando ci si innamora di qualcuno che suscita un grande fascino ma che rimane enigmatico.

In the Lost & Found” si veste di suoni e atmosfere spaziali creati dai sintetizzatori e dal pianoforte elettrico. Il sound ha una componente funk con leggere sfumature jazz. Si fa notare un assolo incisivo ma di breve durata al pianoforte. Un vigoroso riff di chitarra e una cascata di suoni galattici creati dai sintetizzatori fanno la loro potente e significativa comparsa nella parte centrale del brano. Gli arrangiamenti vocali profumano di psichedelia prog e flirtano con gli intarsi stupefacenti della band al gran completo. Ad un certo punto un riff di chitarra mi richiama alla mente i Gentle Giant o i King Crimson una parentesi che rimane un breve inciso per attivare le pulsioni da fan del prog. Il brano trasmette un intenso desiderio di ritrovare la chiarezza mentale e superare le sfide che la vita presenta in una ricerca profonda per comprendere se stesso e trovare un equilibrio interiore. C’è un senso di smarrimento e confusione che si percepisce attraverso le metafore che nel testo vengono utilizzate. Per esempio, la figura dell’esilio e la sensazione di essere un vagabondo solitario. La comparsa nel testo del misterioso “The Elderflower” porta il protagonista verso incubi e allucinazioni che si manifestano anche nella realtà. Il “fiore di sambuco” spinto giù nella gola ha un che di misterioso e forse anche un impatto importante nella mente del protagonista.

Time Will Tell…” è una canzone composta per creare un momento rarefatto e delicato, un intermezzo sonoro arricchito da voci intrecciate che esprimono sentimenti sinceri. Grande abilità nel gestire i cori dote innata nei Gentle Giant che i nostri mirabile dote richiamano ma non scimmiottano andando oltre nella sensibilità di un brano che ti culla. Un testo brevissimo per mettere in risalto: l’importanza del tempo; l’influenza del tempo nel determinare se una persona ha trovato la propria strada nella vita; la fugacità del tempo; la necessità di saper gestire il tempo; sfruttare al meglio il tempo a disposizione per ottenere ciò che si desidera o realizzare i propri obiettivi; la relazione tra il tempo e il cammino individuale nella vita.

Tell Me the Lore” riprende la musica amata degli Yes, nel loro approccio più folk. L’atmosfera che la band ha voluto creare per questa traccia è tipicamente aperta e mediterranea, con un messaggio colmo di speranze future e ottimismo. Durante tutta la durata del brano, si fa notare la presenza solare del synth e dell’organo.

Il brano riflette il bisogno di orientamento, saggezza e conoscenza. Abbiamo bisogno che ci venga mostrato il cammino, che qualcuno risponda alle nostre domande e ci offra una guida in un cammino disseminato di sfide e incertezze.

Millipede Man” vive in un’atmosfera immaginifica e corale, dai ritmi sincopati e variazioni in tema, popolata da tastiere processate con il wah-wah, chitarre svettanti ed effettate e potenti bassi morbidi ed elastici che ti si attaccano addosso con determinazione e consumata arte.

Il brano esprime la forza che si può trovare nell’unione e nella solidarietà di un gruppo. Il protagonista riconosce il potere del reciproco sostegno e la capacità di superare le difficoltà insieme. La metafora del millepiedi indica l’importanza dell’unione e del camminare insieme per trovare la propria strada e riprendersi ciò che è stato perso come la fiducia nel ritrovare la felicità e l’amore, e una determinazione a sconfiggere gli ostacoli della vita.

Answers in the Glass“, brano di chiusura, è caratterizzato da una voce drammatica ben calibrata che completa ed esprime appieno l’arrangiamento complessivo del pezzo, insieme a una linea di basso “squirezzante” e a cori psicho universali, mantra celesti, nebulose di ritorno: in essi ritroverete gruppi space psicho prog degli anni ’60/’70 ma anche soluzioni flower ritornate in auge già da un po’ di tempo fra gruppi cult e indie di oggi. I sintetizzatori offrono una sequenza incalzante e vivace, creando un’esperienza sonora che evoca il passato ma allo stesso tempo risulta moderna ed originale. Il gran finale è un dispiego di sonorità che si rincorrono, tra note estese e dispiegate in viaggi interstellari di chitarra elettrica, synth avvolgenti e voci robotiche, culminando in un climax appagante ed emozionante per il buon fan del prog-rock che rimane in apnea in un immersivo turbine psichedelico assegnato alla voce e agli impeccabili strumenti della band, che dimostrano di essere in grande forma e compatti nel restituire un lavoro di grande impatto.

Il brano, ricorrendo ad una narrazione che ha la sua centralità nei temi della giustizia e del trionfo, invita l’ascoltatore a rimanere fedele ai propri valori e a superare le sfide mentali.


Il CD comprende le seguenti tracce:

1. Mind Out of Mind (9:46)
2. Bell’aspetto (3:57)
3. In the Lost & Found (8:13)
4. Il tempo lo dirà (2:05)
5. Tell Me the Lore ( 4:43)
6. L’uomo millepiedi (4:33)
7. Risposte nello specchio (8:13)
8. Bell’aspetto (versione radiofonica) (3:56)

Formazione:

Jeffrey Carlson: voce, chitarre, basso, tastiere
Chad Fjerstad: voce, basso, tastiere
Timothy Java: batteria

Partecipa:

Jake Wagner: cori e armonie

Etichetta: Ephemerol Night Terrors

Missaggio e masterizzazione di:Jake Wagner
Prodotto da: Jake Wagner & K’mono